Dante era biondo?

Dante era moro di carnagione e dai capelli scuri come ce lo descrive Boccaccio oppure castano o addirittura biondo?

Probabilmente Dante aveva i capelli chiari. Egli stesso si descrive nell'Egloga a Giovanni del Virgilio professore dell'Ateneo di Bologna

 

Nonne triumphales melius pexare capillos
et patrio, redeam si quando, abscondere canos
fronde sub inserta solitum flavescere Sarno?"
Ille: "Quis hoc dubitet? propter quod respice tempus,

"Che forse Sarà meglio pettinare i capelli adorni del lauro trionfale e nasconderli canuti, io che ero solito mostrarli biondi, presso l'Arno della mia patria, se mai mi sarà dato tornarvi sotto la corona intrecciata? vv 42 sg

Seconda interpretazione:

(Non è forse meglio pettinare per il trionfo i capelli,
e, se mai torni in patria sulle rive dell'Arno, lì nasconderli canuti
sotto la fronda intrecciata, dove ero solito aver florida chioma?».)

Dante Alighieri

"Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso”.  

Giovanni Boccaccio

 

 

 

Capri-Quisisana-Atti del congresso nazionale della Società Italiana di Tricologia:

Le singolari differenze simboliche delle acconciature nell’arte e nella storia

The unusual  symbolic differences of hairstyles in the history of mankind

Dr. Fabrizio Fantini

La calvizie il più delle volte non è una vera e proprio malattia e non comporta alcun problema alla nostra salute. Perché allora è così importante avere i capelli? In tutte le società umane, la capigliatura è sempre stata simbolo di bellezza e salute, forza e virilità. L’attrazione fisica e l’aspetto esteriore sono profondamente condizionati dalla salute dei nostri capelli. È per questo motivo che nei primi 15 anni dopo la pubertà lo stato della capigliatura è un fatto stramaledettamente importante e serio, tant’è vero che il sommo poeta Dante Alighieri ce lo ricorda nel Canto XXVI dell’Ulisse citando un passo della Bibbia

E qual  colui che si vengiò con gli orsi               And as he who avenged himself with bears

Vide il carro d’Elia al dipartire                              Saw the departing charlot of Elijah

Quando i cavalli al cielo erti levorsi                    When the horses rose directly up to heaven

Il profeta Eliseo, schernito da un gruppo di ragazzi per la sua calvizie, invoca contro di essi la punizione divina, dal bosco sbucarono due orsi che ne sbranarono quarantadue (IV re II 23-24). A Dante per descrivere il profeta Eliseo basta un verso, una riga sola. Colui che si vendicò con gli orsi…

Con lo sviluppo e l’evoluzione delle civiltà dell’uomo anche i significati simbolici dei capelli si sono diversificati e differenziati di pari passo con l’evolvere della complessità della società odierna. Ma facciamo un  passo indietro nella storia, o meglio nella preistoria. Pensate che sia stata inventata prima la ruota o il pettine? Prima un opera d’ingegno così importante per i trasporti umani o un semplice utensile per mettersi in ordine la capigliatura?  Le veneri del Paleolitico sono le più antiche raffigurazioni dell’essere umano e prova che già 30.000 anni fa il genere homo, (il robusto Neanderteal o il più raffinato sapiens sapiens) aveva già sviluppato il bisogno di produrre oggetti artistici non per utilità ma per soddisfare una prorompente esigenza estetica. Il  particolare più importante e  che accomuna tutte le veneri del paleolitico è la straordinaria rappresentazione della capigliatura che risulta l’elemento più curato e raffinato. il più delle volte il volto non è rappresentato mentre i capelli sono scolpiti con dovizia di particolari e con estrema precisione, come ad esempio la venere di Willendorf dove i riccioli sono resi da questi nodi, regolari, distanziati da piccoli fori tra l'uno e l'altro, creando un singolare effetto decorativo.

 La "Venere di Willendorf (25.000 anni fa)

Da sempre la maggior parte dei popoli della terra ha dedicato una cura minuziosa e attenta della capigliatura diventando un aspetto così potente sul piano simbolico con vere e proprie differenziazioni sul piano sociale e culturale. Nell’età antica spiccano per raffinatezza e complessità le acconciature della civiltà Minoica Cretese “(2000-1200 a.C.), culla del mondo occidentale. Gli egizi, fin dalla I dinastia (3100 av.), davano primaria importanza alla cura di sé e l’elaborazione complessa di raffinate acconciature supera il semplice gusto estetico per sottolineare invece un valore simbolico, sociale e religioso. una grandissima varietà di pitture, sculture e rilievi scandiscono le epoche storiche della plurimillenaria dinastia egiziana. Nella antica Grecia la mitologia e i più sofisticati significati simbolici si arricchiscono in maniera e in forme così originali e complesse che influenzano ancora l’iconografia e l’immaginario dei giorni d’oggi. Solo l’infinita bellezza dei capelli e delle forme di medusa, l’unica mortale delle tre gorgoni, avrebbe potuto far innamorare il grande Poseidone nel tempio di Atene. La civiltà romana al pari di quella greca e egizia attribuisce alla cura dei capelli e al suo ornamento nuovi e complessi significati simbolici che caratterizzano il lungo periodo di dominazione romana del mondo conosciuto. La calvizie era considerata un nemico da sconfiggere e come vediamo anche nella società di oggi un segnale di debolezza, insuccesso  e vecchiaia sia nell’uomo che nella donna. L’utilizzo di parrucche realizzate con capelli veri provenienti dalle colonie era di uso comune nelle classi agiate e usata anche dagli uomini, serviva per nascondere la calvizie..

 Testa di Medusa. Lorenzo Bernini, musei Capitolini

Nel medioevo gli usi e i costumi cambiano in maniera radicale. La Chiesa costringeva le donne a stare con i capelli coperti da un copricapo o da una cuffia annodata sotto il mento. Gli uomini adottavano tagli corti. Nel Rinascimento le acconciature delle nobil donne erano ricche di ornamenti, i capelli venivano raccolti con fasce impreziosite da monili e diademi, oppure lasciati lunghi dietro le spalle e sempre acconciati con cura e maestria.  Nel 1600 nella corte di Francia comincia  l’era delle grandi parrucche e dei posticci. Re luigi XIII, per coprire la sua calvizie incipiente indossa in pubblico una delle prime parrucche. La rivoluzione francese cancella i fasti e i privilegi materiali delle dame di corte e per almeno una quarantina  di anni si bandirono ciprie, belletti e acconciature sontuose e bizzarre. nelle classi più agiate la moda delle capigliature raffinate verticali resistette fino agli inizi del 900. Verso gli anni venti del secolo scorso cominciò la moda dei capelli alla maschietta e l’uso costante della permanente. Nel proseguire del XX secolo con l’avvento del cinema e della televisione i modelli da seguire e le pettinature da riprodurre cambiano con una velocità mai vista. Se nell’ antichità un certo tipo di acconciatura poteva durare secoli o decenni le tendenze di oggi hanno vita assai più breve così come i protagonisti nel firmamento di celluloide. I punti di riferimento  da imitare e seguire non sono più i grandi faraoni e le regine dell’antichità, ma le dive del cinema o i grandi campioni dello sport. Un caso emblematico di cosa voglia dire perdere i capelli per un divo dei giorni nostri è la vicenda di Andrè Agassi, uno dei più grandi campioni della storia del tennis e idolo delle ragazzine fin da giovane anche grazie alla sua chioma fluente.

Ultimamente Agassi nella sua biografia ha dichiarato che già nel 1990 aveva cominciato a perdere i capelli e che per ben cinque anni giocò con un parrucchino  agganciato dal fratello con una ventina di fermacapelli.  Ma il re dei tennisti ha avuto tanti colleghi illustri nel passato e con gli stessi problemi: Nefertiti copriva la calvizie con il suo famoso copricapo verticale, luigi XIII re di Francia istituì addirittura la moda delle parrucche per giustificare la sua, Giulio Cesare si difendeva dal diradamento con la pettinatura classica e con la corona d’alloro. Ora i tempi sono cambiati e un giovane di vent’anni può affrontare le terapie anticalvizie con maggior fiducia grazie ai nuovi farmaci e alle sofisticate tecniche chirurgiche. Senza più criteri rigidi e severi che imponeva la società organizzata in classi sociali ben definite, gli uomini e le donne di oggi possono scegliere l’acconciatura preferita e esprimere la propria individualità in maniera libera e personale.

 

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